Un’operazione che ridisegna gli equilibri del settore gaming e delle scommesse sportive a livello mondiale. E punta a creare un campione internazionale quotato sia su Euronext Milan sia sulle Borse spagnole. Oggi, mercoledì 2 settembre, Lottomatica ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la spagnola Cirsa e il suo azionista di maggioranza, Lhmc Midco, società controllata da fondi gestiti da Blackstone, per una fusione interamente basata su scambio azionario. Cirsa sarà incorporata in Lottomatica, che continuerà a essere la società risultante e manterrà il suo nome. Sede legale a Roma, sede secondaria per Cirsa in provincia di Barcellona. Il gruppo non ha un azionista di controllo: Apollo, che era il precedente socio di riferimento, ha definito l’uscita nel giugno dell’anno scorso. Fidelity Investments detiene il 9,17%, mentre Capital Research il 6,34%. Nel frattempo, in Piazza Affari il titolo di Lottomatica perde circa il 9% poco dopo le 10. Sinergie e il ruolo di Blackstone Il closing è previsto nel secondo trimestre del 2027 dopo le autorizzazioni e le approvazioni degli azionisti. Così è pronto a nascere il secondo operatore quotato in Borsa a livello globale del settore, alle spalle di Flutter Entertainment (che controlla, fra i tanti, Sky Bet, Betfair, PokerStars, Sisal e Snai). Qualche numero: Ebitda adjusted pro forma di circa 2 miliardi di euro, sinergie di cassa pre-imposte previste per 115 milioni annui (derivanti perlopiù da risparmi sui costi operativi e sugli oneri finanziari, a regime entro il terzo esercizio completo dopo il closing). La combinazione unisce attività distribuite in mercati internazionali differenti. In generale, quello del gaming vale all’incirca 34 miliardi di euro. Uno degli obiettivi principali è l’accelerazione della crescita online di Cirsa grazie alle competenze multicanale sviluppate da Lottomatica. Guardando i termini dell’operazione, il concambio è fissato in 0,668 nuove azioni Lottomatica per ogni azione Cirsa detenuta. Al closing gli attuali azionisti di Lottomatica controlleranno circa il 67,5% della società combinata, mentre quelli di Cirsa avranno il 32,5%.