Ci sono ancora le macchie di sangue sull’asfalto di strada Grillano, a Ovada. Il giorno dopo l’aggressione che ha rischiato di costare la vita a Moreno Piccardo, 48 anni, il traffico scorre come ogni giorno lungo la provinciale 204. A pochi passi dal centro sportivo Geirino, però, basta fermarsi qualche minuto per capire che qui, nella tarda serata di lunedì, è successo qualcosa di grave.

Il pellegrinaggio degli amici Davanti a una delle villette che si affacciano sulla strada, alle porte della città, si fermano diverse persone. Qualcuno abbassa il finestrino, qualcun altro scende dall’auto o dalla moto. «Come sta? Abbiamo saputo...». Sono le domande che si ripetono. La notizia dell’aggressione ha fatto rapidamente il giro della zona e in molti conoscono Moreno. «È una brava persona», raccontano. Un uomo tranquillo, conosciuto in città anche per il suo lavoro da gommista.

La sua utilitaria era parcheggiata proprio lì, in una traversa lungo la strada. Secondo quanto ricostruito finora dai carabinieri, tre o quattro persone si sarebbero avvicinate all’auto nella tarda serata di lunedì, intorno alle 22,30. Uno degli individui sarebbe rimasto in un’auto non molto lontana, mentre altri due erano già all’interno della vettura che il gruppo avrebbe tentato di rubare. Moreno, che si trovava in casa, si sarebbe accorto dal balcone di quanto stava accadendo ed è sceso in strada per tentare di fermarli. È a quel punto che la situazione sarebbe precipitata. Alcuni dei componenti del gruppo sono riusciti a fuggire alle urla dell’uomo, mentre uno di loro è rimasto sul posto e avrebbe affrontato il quarantottenne con un coltello. Moreno è stato colpito più volte, alle gambe, al ventre e a un braccio. Uno dei fendenti avrebbe raggiunto la zona dell’inguine, provocando una gravissima emorragia e la lesione dell’arteria femorale. L’aiuto di un passante L’uomo ha subito perso molto sangue. È stato un passante a caricarlo in auto e a portarlo direttamente al pronto soccorso dell’ospedale di Ovada. Qui i sanitari hanno provveduto alle prime cure e alla stabilizzazione, prima di disporre il trasferimento urgente ad Alessandria, in «codice rosso». Nel pomeriggio di ieri è arrivata la notizia che Piccardo era fuori pericolo. A rimanere ferita a un braccio, ma in modo lieve, anche la moglie dell’uomo. Il giorno dopo, davanti alla loro abitazione, la madre cerca di rispondere alle poche domande che arrivano. È provata, parla con fatica e preferisce non raccontare i dettagli di quella notte. «Ho sempre detto a mio figlio di stare attento quando usciva dal lavoro, invece bisogna avere paura anche qui a casa», dice. Poi torna a parlare con chi si avvicina per avere notizie. «Come sta?». «Abbiamo saputo che è fuori pericolo». Le persone si fermano, chiedono, salutano e ripartono. Nessuno sembra avere voglia di aggiungere molto altro. Le indagini dei carabinieri I carabinieri della Stazione di Ovada e della Compagnia di Acqui stanno lavorando per ricostruire la sequenza esatta dell’aggressione e individuare il gruppo. Tutti gli aggressori, dopo l’attacco, si sarebbero dati alla fuga. Le indagini proseguono nel massimo riserbo. Gli investigatori stanno cercando di dare volto e identità alle persone che l’altra sera si trovavano attorno all’auto.