Pisa, 2 settembre 2026 - Appena due giorni fa è stata celebrata la drammatica ricorrenza del primo bombardamento della città, accaduto il 31 agosto del 1943, mentre oggi ricordiamo la liberazione di Pisa, avvenuta 2 settembre 1944: date che si susseguono e si intrecciano rimandando a episodi accaduti in periodi differenti. Ma il loro giusto ricordo fa comprendere i drammi vissuti in città nel periodo intercorso tra la seconda metà del 1943 e, appunto, il 2 settembre 1944, che per Pisa e i pisani significò la fine della guerra.

Pisa durante la guerra e sotto i bombardamenti

Fu, quello tra il ‘43 e il ‘44, un anno terribile per la popolazione. Vissuto nel lutto, con tante famiglie che piansero i morti dei bombardamenti, nell’angoscia per i propri cari chiamati a combattere lontani da casa, nel disorientamento dovuto alla perdita della propria abitazione e di tutto quel poco che si possedeva. Pisa subì decine di attacchi aerei, tanti furono i morti, centinaia le famiglie pisane che abbandonarono la città che, d’improvviso, si ritrovò vuota, deserta, quasi abbandonata, con migliaia di sfollati senza casa né lavoro né punti di riferimento. Poi finalmente arrivò il 2 settembre, con l’ingresso in città delle truppe americane, che pose finalmente fine alla guerra in città. Non possiamo immaginare come si presentò ai loro occhi una città bombardata e ferita, che aveva i ponti dei Lungarni completamente crollati, la linea ferroviaria interrotta e, soprattutto, interi quartieri distrutti, irriconoscibili. Una città segnata dalla sofferenza dei cittadini, dalla violenza e dagli eccidi. Per mantenere viva la memoria collettiva della città, Pisa oggi rende omaggio alle vittime della guerra, militari e civili, e ai caduti della lotta di liberazione. Una giornata per ricordare anche tutti coloro che, da quel momento, seppero rimboccarsi le maniche, lavorare per la ricostruzione civile e materiale della città e costruire un futuro di pace e prosperità.