“La Russia ha la responsabilità dell’attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto”. Con questo annuncio, il ministro dell’Interno tedesco ha sancito l’inizio dello scontro, per il momento solo diplomatico, tra Berlino e Mosca. E le prime iniziative del governo del cancelliere Friedrich Merz vanno proprio in quella direzione: “Il consolato russo a Bonn viene chiuso dal 18 settembre – ha aggiunto nel corso della stessa conferenza stampa il ministro degli Esteri Johann Wadephul – Il contratto della Casa russa viene risolto. Inaspriremo i controlli sulle persone“. Da Mosca è immediata la replica: “Risponderemo a ogni azione anti-russa“.
In attesa di capire in cosa consisterà l’aumento dei controlli sulle persone, con questa escalation la Germania diventa il Paese europeo dove lo scontro con la Russia di Vladimir Putin raggiunge il suo apice. Ed è proprio il leader russo a intervenire. Per Putin le accuse di Berlino a Mosca sono dovute alla “situazione politica interna” in Germania, che vede il cancelliere Friedrich Merz in difficoltà a causa del malcontento della popolazione. “Il cancelliere non gode della fiducia della popolazione, hanno fatto errori evidenti in campo economico”, ha affermato Putin in una conferenza stampa notturna a Bishkek, aggiungendo che la Germania non ha prove di una guerra ibrida russa.











