ROMA – A proposito di Armi letali autonome, a Ginevra c’è l’ultima chiamata per aprire negoziati per la loro messa al bando, insomma: le macchine non decidano su vita e morte. Dunque, nella sede delle Nazioni Unite di Ginevra si decide in questi giorni il futuro del controllo umano sulla forza. La Rete Italiana Pace e Disarmo a fianco della campagna Stop Killer Robots lancia l’appello: “L’Italia sostenga l’avvio dei negoziati, il Parlamento faccia la sua parte”. Sarà l’ultima sessione del Gruppo di esperti governativi (GGE) sui sistemi d’arma autonomi letali (LAWS), che si è riunito nell’ambito della Convenzione su Certe Armi Convenzionali (CCW). È l’ultimo appuntamento tecnico prima della Conferenza di Riesame della CCW (16-20 novembre 2026), quando gli Stati saranno chiamati a una decisione politica cruciale: avviare o meno veri e propri negoziati per un trattato che regoli e vieti i cosiddetti “killer robot”.

Il controllo umano sull’uso della forza è appeso a un filo. La Rete Italiana Pace e Disarmo è presente a Ginevra con il coordinatore delle campagne Francesco Vignarca a sostegno delle posizioni della Campagna internazionale Stop Killer Robots (di cui la Rete è partner italiano) per spingere gli Stati a non lasciar diluire all’ultimo minuto oltre un decennio di lavoro comune. Il messaggio è netto: il controllo umano sull’uso della forza è appeso a un filo, mentre armi autonome e sistemi abilitati dall’intelligenza artificiale sono già testati e impiegati sui campi di battaglia. Sono gli esseri umani, non le macchine, a dover mantenere il controllo sulle decisioni di vita e di morte.