Leonardo Del Vecchio aveva deciso con chiarezza: i suoi otto eredi sarebbero stati ricchissimi, ma non avrebbero avuto voce nelle vicende societarie, sulle quali dovevano guidare solo i manager che lui aveva scelto. A partire da Francesco Milleri, numero uno di EssilorLuxottica e presidente di Delfin, la holding che detiene tutte le partecipazioni della famiglia del fondatore di Luxottica.
Ma ora qualcosa rischia di rompersi: i giudici del Lussemburgo, dove ha sede Delfin, ai quali si sono rivolti i figli Paola e Luca Del Vecchio, hanno dato via libera al trasferimento del loro 12,5% della holding di famiglia a veicoli societari personali. Il passaggio dalla proprietà a una società può cambiare tutto, a partire dal fatto che questa può venire data in pegno per ottenere liquidità. Oltre a rendere la quota più facilmente vendibile.
E' un passaggio nato in parallelo al tentativo del quartogenito Leonardo Maria di acquisire proprio le quote di Paola e Luca per un corrispettivo di cinque miliardi a testa, progetto andato in fumo a inizio estate e che ora potrebbe tra l'altro costare a Lmdv centinaia di milioni in penali. Era un passaggio chiave provare a sbloccare l'esecuzione testamentaria a oltre quattro anni dalla morte del fondatore e l'insuccesso di questo tentativo ha portato all'ultima mossa di Leonardo Maria, unico erede presente in azienda: lasciare a sorpresa EssilorLuxottica. La rottura è stata soprattutto con Francesco Milleri, dopo che il Cda di Delfin non ha accettato di procedere con 'patronage' richiesto dalle banche per finanziare il progetto di concentrazione di Lmdv. In quel Consiglio gli eredi Del Vecchio ovviamente non siedono, ma ora potrebbero tentare di cambiare qualcosa. Basandosi ovviamente anche sulla decisione dei giudici lussemburghesi.












