Davis, che si era dichiarato non colpevole dell'accusa di omicidio di primo grado con arma letale, non ha mostrato reazioni evidenti alla lettura della decisione. Secondo l'accusa, Davis organizzò l'uccisione dopo che Shakur e alcuni membri di una gang rivale avevano aggredito suo nipote. Avrebbe quindi procurato una pistola e riunito altri componenti dei South Side Crips a bordo di una Cadillac dalla quale furono esplosi i colpi contro l'auto su cui viaggiavano Shakur e Knight. Il rapper, che aveva 25 anni, morì sei giorni dopo per le ferite riportate. Davis aveva scritto nella propria autobiografia, pubblicata nel 2019, di essere "uno degli unici testimoni oculari ancora vivi dell'uccisione di Tupac". Dopo il verdetto, Davis ha interrotto l'udienza chiedendo la restituzione dei propri effetti personali e annunciando l'intenzione di presentare appello. La giudice della contea di Clark Carli Kierny gli ha risposto che potrà impugnare il verdetto dopo la sentenza. Davis resta detenuto senza possibilità di cauzione.