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Ha composto il numero del 112 sul telefono e ha avvisato le forze dell’ordine: «ho aggredito mia madre». E’ arrivata così la confessione di un ragazzino romano di sedici anni appena compiuti che domenica pomeriggio ha raccontato di aver picchiato la madre, fino a ucciderla. E' successo a Roma, nella periferia Est della Capitale, all’interno del palazzo dove la vittima, una donna di 50 anni, abitava insieme al figlio da circa tre anni. Nessuno, in questo tempo, ha mai pensato potessero esserci dei problemi tra il giovane e la mamma, anche quando è avvenuto il delitto, nel primo pomeriggio di domenica. I vicini, infatti, non avrebbero sentito urla né tantomeno richieste d’aiuto. Come se fossero stati invisibili, in un caldissimo pomeriggio di fine agosto e di fine estate. Quando gli agenti di polizia sono arrivati sul posto hanno, però, trovato il ragazzino seduto all’esterno, con la maglietta ancora sporca di sangue. Sopra, al primo piano, all’interno della propria abitazione, c'era la mamma ferita dalle botte, ma che ancora respirava. Soccorsa immediatamente, è stata portata in fin di vita al policlinico di Tor Vergata, ma è morta dopo poche ore a causa delle gravi lesioni riportate. La donna faceva diversi lavori, come la badante e la dog sitter. Mentre il padre se ne era andato da tempo.