La tensione diplomatica tra Washington e Londra si inasprisce dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente statunitense Donald Trump dallo Studio Ovale. Il capo della Casa Bianca ha annunciato che l’amministrazione americana sta rivalutando la posizione ufficiale degli Stati Uniti sulle Isole Falkland.
«Rivedo sempre le posizioni, e questa è», ha affermato Trump rispondendo ai giornalisti, riaccendendo i riflettori su un dossier geopolitico storicamente delicatissimo.
La brusca sterzata di Washington si inserisce in un contesto di crescenti frizioni con il Regno Unito. Secondo fonti di stampa e indiscrezioni interne al Pentagono, l’ipotesi di riconsiderare il dossier Falkland sarebbe stata ventilata come leva di pressione sugli alleati NATO, con l’obiettivo di spingerli ad aumentare la spesa militare fino al 5% del PIL, e in reazione all’atteggiamento tiepido di Londra su altri teatri sensibili, come le operazioni in Iran. La replica di Downing Street, dai toni gelidi, è stata immediata. Il portavoce del Primo Ministro, Andy Burnham, ha escluso qualsiasi apertura negoziale: «La posizione del Regno Unito è chiara e non cambierà. Si tratta di una linea storica, solida e immutata, e tale rimarrà».















