All'alba di una settimana fitta di incontri per capire se sia possibile trovare una mediazione, la redazione di Report si dice pronta a mettere in campo ogni iniziativa di lotta se l'azienda non farà marcia indietro sui nomi dei conduttori Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi.
In azienda la strada di un cambio di rotta viene ritenuta impercorribile, anche se il direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini ascolterà tutti i membri della squadra per capire le loro ragioni. Lo stesso ex conduttore Sigfrido Ranucci, in attesa della risposta alla lettera formale dei suoi avvocati che chiedono di conoscere i motivi dell'allontanamento, dà man forte ai colleghi. "Non permetteremo la distruzione di Report - scrive -. È significativo che i conduttori imposti dall'azienda siano oggi difesi dai giornali di destra".
"Ci sono imprenditori - annuncia - pronti a finanziare la battaglia per la libertà di stampa e aiutare i colleghi esterni con centinaia di migliaia di euro". Il pensiero è ai collaboratori che realizzano le inchieste e che, se dovessero mantenere la promessa di abbandonare la trasmissione, dovrebbero trovare un nuovo canale per trasmetterle. A loro è arrivato oggi il sostegno dei colleghi interni che, riuniti in assemblea, hanno provato a dare un segnale di compattezza, dopo le ricostruzioni su spaccature interne sempre più forti. La redazione ha definito "arbitraria" e "non ancora motivata dell'azienda" la decisione di sostituire Ranucci, annunciando lo stato di agitazione e minacciando lo sciopero. L'intento è arrivare a un passo indietro dei nuovi conduttori, che gli inviati hanno definito "non rappresentativi della storia e dei valori del programma", contestando all'azienda di aver appreso la notizia dalle agenzie.











