«A Porto Torres torneranno i grandi eventi di pugilato, come il Torneo nazionale Alberto Mura, e sarà proprio il Boxing club a lui dedicato a decidere di portarlo in città. Lavoreremo per creare le condizioni, puntando sulla rinascita della palestra storica, con l’obiettivo di incrementare il numero di atleti, indirizzare i percorsi formativi per le figure professionali del club e per i pugili, perché possano partecipare ai campionati italiani e vincere».
Il campione olimpico Roberto Cammarelle è il primo a scommettere sulla rinascita della palestra del Boxing Club “Alberto Mura” di Porto Torres, città della grande boxe e degli eventi internazionali, vocata alla cultura del pugilato come testimoniano atleti di talento del passato e presente, una radice culturale profonda legata alla nobile arte che pretende di riemergere. Questa mattina Cammarelle, unico pugile italiano ad aver vinto per tre volte di fila le Olimpiadi –bronzo ad Atene nel 2004, medaglia d’oro a Pechino nel 2008 e argento a Londra nel 2012- è intervenuto nella sala di rappresentanza del Palazzo del Marchese, ospite del sindaco Massimo Mulas, in occasione della sua tappa a Porto Torres per un confronto con i dirigenti della società sportiva, presieduta da Luciano Mura, con vice presidente Tonino Solinas e tecnico sportivo Isidoro Tinteri. All’incontro erano presenti anche il dirigente Gianluca Merella, il nuovo allenatore Domenico Mura con diversi giovani atleti del club e Renato Mura, fratello di Alberto Mura, maestro di boxe scomparso nel 2012 protagonista di primo piano della boxe locale e nazionale. Cammarelle diventato tecnico e dirigente delle Fiamme Gialle e direttore tecnico della Nazionale al termine della sua carriera, è reduce dal successo ai XX Giochi del Mediterraneo di Taranto dove ha fatto parte dello staff tecnico dell'Italia Boxing team che ha conquistato ben 7 medaglie.






