Nuova aggressione ai danni di una lavoratrice sanitaria a Bologna: domenica mattina una oss in servizio nell’area rossa del Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore è stata colpita al volto da un paziente durante l’assistenza, riportando un trauma facciale con prognosi di 7 giorni.
È il terzo episodio in poche settimane, dopo l’aggressione a un’infermiera della Medicina d’Urgenza dello stesso ospedale colpita da un anziano paziente pochi giorni fa e un caso analogo al Pronto soccorso del Sant’Orsola. «La sequenza di questi episodi è un campanello d’allarme che non può essere ignorato», dichiara Michele Vaira, segretario territoriale della Cisl Fp Area metropolitana bolognese, che esprime solidarietà alla lavoratrice e chiede alle aziende sanitarie interventi immediati per la sicurezza del personale, in particolare nei Pronto Soccorso e nei servizi di emergenza e psichiatria. «Basta aggressioni - conclude il sindacalista - servono sicurezza, prevenzione e fatti concreti».
L’Ausl di Bologna esprime «ferma condanna dell’episodio» e «la propria vicinanza e solidarietà» alla lavoratrice, spiegando di volersi costituire «parte civile nell’eventuale procedimento penale nei confronti dell’aggressore». Alla oss saranno inoltre «garantiti sostegno psicologico e assistenza legale da parte dell’azienda, per accompagnarla nell’affrontare le conseguenze dell’episodio». L’Ausl precisa poi che «anche in questa occasione è stato attivato il ‘pulsante rosso’, con collegamento diretto con la questura. Le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente, procedendo alla reclusione dell’aggressore». Per l’azienda sanitaria, in ogni caso, «l’episodio conferma come la situazione non sia tollerabile».








