Restano in carcere due degli indagati ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato contro il giornalista Rai Sigfrido Ranucci. Il gip del Tribunale di Roma ha respinto l'istanza dei difensori che avevano sollecitato i domiciliari per Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello. I due fanno parte delle quattro persone indagate per l’esplosione di una bomba carta all’esterno della proprietà dell’ex conduttore di Report.La presa di posizione
All’alba di una settimana fitta di incontri per capire se sia possibile trovare una mediazione, la redazione di Report si dice pronta a mettere in campo ogni iniziativa di lotta se l’azienda non farà marcia indietro sui nomi dei conduttori Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. In azienda la strada di un cambio di rotta viene ritenuta impercorribile, anche se il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini ascolterà tutti i membri della squadra per capire le loro ragioni.
Lo stesso ex conduttore Sigfrido Ranucci, in attesa della risposta alla lettera formale dei suoi avvocati che chiedono di conoscere i motivi dell’allontanamento, dà man forte ai colleghi. «Non permetteremo la distruzione di Report - scrive -. È significativo che i conduttori imposti dall’azienda siano oggi difesi dai giornali di destra». «Ci sono imprenditori - annuncia - pronti a finanziare la battaglia per la libertà di stampa e aiutare i colleghi esterni con centinaia di migliaia di euro».










