A difendere l’accordo petrolifero con gli Stati Uniti sembra essere rimasta solo Delcy Rodríguez. La presidente ad interim descrive l'intesa come l’inizio di una nuova età dell’oro per il Venezuela, che finalmente potrà sprigionare tutto il suo potenziale. Per il Wall Street Journal il deal di Donald Trump ricorda una scena di "Il Padrino Parte II", poi nell'editoriale si interroga sul ruolo del Pentagono nell'accordo e si chiede come mai giochi un ruolo sui mercati petroliferi globali quando dovrebbe essere già abbastanza impegnato ad acquistare armi. Bloomberg solleva i timori che il Venezuela "si trasformi in una moderna colonia di sfruttamento delle risorse". I commenti di queste ore sono molto critici sul patto Usa-Venezuela.
Di dettagli ce ne sono pochi. Quelli forniti da Rodríguez riguardano la durata del contratto - 25 anni - e qualche obiettivo da raggiungere. La produzione venezuelana dovrebbe passare dagli attuali 1,1 milioni di barili al giorno ad almeno 1,5 milioni, grazie allo sviluppo di 17 giacimenti. “Non serve a niente avere riserve petrolifere nel sottosuolo se poi non siamo in grado di trasformarle in sviluppo per il Venezuela”, spiega Rodríguez. “Possederle non basta. Abbiamo bisogno di investimenti, tecnologia, infrastrutture e capacità produttiva per trasformare questa ricchezza in benessere per la nostra gente”.












