L’inflazione tedesca accelera ad agosto, anche se un po’ meno del previsto, mentre nell’Eurozona e in Italia si attende una nuova fiammata dei prezzi. In Germania il tasso annuo è salito al 2,9% dal 2,8% di luglio, secondo la stima preliminare diffusa oggi dall’ufficio federale di statistica Destatis, ma il dato è rimasto sotto il 3,1% atteso dagli economisti. Su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,2%. Il dato tedesco, spinto soprattutto dai costi dell’energia aumentati del 10,5% rispetto ad agosto dello scorso anno, arriva alla vigilia delle stime preliminari di Eurostat sull’inflazione di agosto e non cambia, per ora, il quadro atteso dagli economisti: nel complesso dell’Eurozona i prezzi sono stimati in crescita del 3,3% anno su anno, dopo il 2,9% di luglio, mentre in Italia dovrebbero accelerare dal 2,9% al 3,4%. In entrambi i casi si tratterebbe dei livelli più elevati da settembre 2023. La scorsa settimana anche Francia e Spagna hanno registrato numeri in crescita, rispettivamente al 2,4% e al 4,3% anno su anno.
Ad alimentare la nuova ondata di aumenti è lo stallo in Medio Oriente. Il Brent oscilla da un paio di settimane attorno ai 90 dollari e i future Ttf sulla piazza di Amsterdam, benchmark del costo del gas in Europa, hanno toccato anche lunedì un massimo intraday sopra i 70 euro al megawattora, record dal 2022.












