Conosco Alessandro Di Battista da vari anni e ne ho sempre apprezzato il forte impegno su temi che, nonostante proveniamo da storie diverse, sono sempre più comuni e importanti. Innanzitutto quello contro l’imperialismo e il sionismo, che lo ha portato a percorrere varie strade in tutto il mondo, fino alla Cuba martoriata dall’infame bloqueo di Trump e Rubio dove attualmente è ricoverato in ospedale dopo il malore che purtroppo lo ha colpito mentre era impegnato a produrre il reportage che mi auguro di vedere al più presto pubblicato per la luce di verità che indubbiamente spargerà in merito.

Abbiamo tutti bisogno della pronta guarigione di Alessandro e del suo ritorno alla direzione di Schierarsi. Si tratta infatti di una figura davvero carismatica il cui ruolo può conferire alla tremebonda e divisa opposizione quella marcia in più di cui ha bisogno per gettare definitivamente nella pattumiera della storia il governo Meloni ma anche tanta immondizia che tuttora infesta il cosiddetto campo largo, si tratti degli irriducibili alfieri dell’agenda Draghi o dei centrini alla ricerca dello spazio che il popolo italiano ha loro sempre giustamente negato.

Questo ruolo Alessandro lo ha svolto in quanto giornalista, categoria sempre ricca, specie qualora siano in ballo le questioni internazionali, di servi sciocchi pronti a vendersi al migliore offerente, si tratti dell’hasbara israeliana o del Dipartimento di Stato statunitense.