Mentre i soccorritori hanno tratto in salvo oltre 10 mila persone, si riaccende il dibattito sulla prevenzione dei rischi glaciali e sulla cooperazione transfrontaliera tra Kathmandu e Pechino

Continua a peggiorare il bilancio delle violente inondazioni e delle frane che hanno travolto il Nepal e Tibet. Secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dalle autorità del Paese himalayano e ripresi dalla Bbc, le vittime accertate sono salite a 903 morti, mentre si contano oltre 4.200 dispersi. Intanto sul campo la macchina dei soccorsi lavora senza sosta in condizioni estreme. Tre gli italiani ancora dispersi: il gioielliere di Rapallo Marco Ratto e una coppia italosvizzera, Patrizia Marziale e Luca Barachini.. L’agenzia nazionale nepalese per la gestione delle situazioni di emergenza (Ndrrma) ha reso noto che sono «10.451 le persone tratte in salvo dai soccorritori».

Il nodo dello scambio dati con Pechino

Mentre il Paese fa i conti con l’emergenza, spuntano dettagli sui rapporti di prevenzione tra Nepal e Cina. Come rivelato da Channel News Asia, circa tre mesi prima della devastante frana che ha colpito il massiccio himalayano al confine tra le due nazioni, il governo di Kathmandu aveva sollecitato Pechino per ottenere una maggiore condivisione di dati sui livelli delle acque e sui rischi legati allo scioglimento dei ghiacciai.