Un pomeriggio di fine estate si è trasformato in una tragedia per Francesca Neri. Silvano Loia, 52 anni, responsabile dei contratti con i fornitori per Rai Way, è morto annegato sabato scorso nelle acque di Montalto di Castro, nel Viterbese. Una morte improvvisa che ha spezzato una relazione costruita negli ultimi tre anni lontano dalla curiosità del pubblico e dai riflettori. Secondo la ricostruzione dei soccorritori, Loia si era allontanato dalla riva intorno alle 11 del mattino per fare una nuotata. Non vedendolo tornare, gli amici che erano con lui hanno dato l’allarme. Sono così iniziate le ricerche, proseguite per l’intera giornata con l’intervento dei vigili del fuoco, della Guardia costiera, di una moto d’acqua e di un elicottero. Il corpo dell’uomo è stato ritrovato in serata, a pochi metri di profondità e non lontano dal punto in cui si era allontanato. Tra le ipotesi considerate dai soccorritori c’è quella di un malore improvviso in acqua.

I dubbi della famiglia Loia

È proprio su questo punto che la famiglia chiede risposte. La sorella Rosalia, arrivata a Montalto di Castro dopo aver appreso della morte del fratello, ha espresso pubblicamente il proprio dolore e la propria incredulità. «Voglio sapere come è morto mio fratello», ha detto al Corriere della Sera, chiedendo anche: «Perché non hanno fatto l’autopsia?». La famiglia vuole capire cosa sia successo nelle ore trascorse tra l’allontanamento di Loia e il ritrovamento del corpo. Al momento, dunque, non c’è una ricostruzione definitiva delle cause della morte. L’ipotesi del malore resta quella considerata più probabile, ma le circostanze esatte dell’accaduto sono ancora da chiarire.