Pubblicato il 31/08/2026 - 9:56 CEST•Ultimo aggiornamento

Il 28 agosto il satellite MTG-I2 (Meteosat Third Generation Imager-2) è decollato dal Porto Spaziale Europeo di Kourou a bordo di un razzo Ariane 6, nella nona missione del vettore e nel suo primo volo verso un’orbita di trasferimento geostazionaria. Con questo lancio, ESA ed Eumetsat completano il primo trio operativo della costellazione Meteosat di Terza Generazione, posizionata a 36.000 chilometri sopra l’equatore per monitorare in modo continuativo il clima dell’Europa, del Mediterraneo e del Nord Africa.

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Per capire che cosa cambia davvero con questo satellite, abbiamo parlato con chi da decenni interpreta immagini satellitari nel suo lavoro quotidiano: Panos Giannopoulos, meteorologo del Servizio Meteorologico Nazionale della Grecia (HNMS) e presentatore meteo presso SKAI Media Group.

"Quando ho iniziato a lavorare, 25 anni fa, avevamo solo un’immagine ogni 30 minuti, con tre canali: era la prima generazione di Meteosat, lanciata due decenni fa", ricorda. La seconda generazione, spiega, ha segnato una differenza netta: 12 canali e immagini ogni dieci minuti, ogni cinque sull’Europa, che permettevano anche di combinare i canali per individuare la nebbia, la polvere, la cenere vulcanica e seguire l’evoluzione dei temporali, dalla nascita fino alla dissipazione.