Un arresto e un sequestro da 2,6 chili di droga: è il fermo immagine di un’operazione antidroga su cui, per ora, la Procura di Ancona mantiene il massimo riserbo. La notizia arriva dalla stessa Procura, con una comunicazione asciutta: sabato l’arrestato è comparso davanti al gip per l’udienza di convalida. Nient’altro. Qualche coordinata, però, la offre il contesto. L’operazione si inserirebbe nel solco dei numerosi arresti messi a segno nelle ultime settimane in provincia di Ancona, dove gli investigatori hanno rilevato un copione ormai ricorrente: cittadini albanesi che arrivano in Italia con il visto turistico, noleggiano un’auto – spesso in Umbria, nel perugino – e nei tre mesi di permanenza consentiti si dedicano allo spaccio, per poi rientrare in patria ed essere rimpiazzati da altri connazionali. Un sistema a rotazione che rende difficile ricostruire la filiera e che ha una logistica precisa: le quantità importanti non restano mai nella disponibilità di chi vende. I carichi vengono nascosti nelle campagne, interrati o celati nella vegetazione, lontano dalle abitazioni, e recuperati poco per volta al momento della cessione: così, in caso di controllo, il pusher ha addosso solo poche dosi, rischia pene minori e spesso se la cava con un’espulsione. Anche le ordinazioni seguirebbero uno schema collaudato: viaggiano su Telegram, dove il cliente invia quantitativo richiesto, posizione e nome, e riceve l’appuntamento per la consegna. È il motivo per cui un sequestro da 2,6 chili, se il collegamento fosse confermato, avrebbe un peso investigativo che va oltre la quantità: significherebbe aver messo le mani su un deposito, non su una dose di strada, e forse su un anello della catena più vicino ai fornitori. Gli estiti della convalida non sono stati ancora resi noti: solo allora si capirà se il riserbo della Procura nasconda un’operazione destinata ad allargarsi.
Spaccio: c’è un arresto. Trovati 2,6 chili di droga
L’operazione delle forze dell’ordine si inserisce in una serie di interventi portati a termine per combattere il traffico di stupefacenti nella provincia.






