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A tre giorni dal furto del collier di diamanti al Museo di arti applicate di Vienna (Mak), è polemica sulla sicurezza della mostra «Glanzstücke». Una visitatrice, intervistata dalla Presse, sostiene che al momento dell’ingresso non ci fossero controlli sulle borse e che, dopo la spaccata della vetrina, nessun allarme sarebbe scattato.La testimonianza: «Nessun controllo alle borse»
«Non c’erano misure di sicurezza, nessun controllo delle borse, niente», ha raccontato la donna, contestando la ricostruzione del museo. La direttrice generale del Mak, Lilli Hollein, aveva invece parlato di «altissimi standard di sicurezza» e di un articolato piano predisposto per la mostra.La visitatrice ha riferito di essere entrata con una borsa piuttosto grande senza essere controllata. Poco dopo aver visto il collier di Van Cleef & Arpels, avrebbe sentito «un rumore molto forte e sordo». Le pareti divisorie della mostra, ha raccontato, avrebbero vibrato per i colpi. «Ma perché non scatta nessun allarme?», si è chiesta. Una visitatrice arrivata dalla direzione del rumore le avrebbe detto che qualcuno stava sfondando una vetrina. Terminati i colpi, la donna sarebbe tornata sul posto e avrebbe visto la teca danneggiata. Secondo la sua testimonianza, non c’erano ancora né addetti alla sicurezza né altri dipendenti del museo.











