ALBIGNASEGO (PADOVA) - È mancato venerdì sera, a due settimane dal festeggiamento dei 90 anni, Francesco Michelotto, il famoso organaro di Albignasego. L'artigiano specializzato nella costruzione, nel montaggio, nella riparazione e restauro degli organi musicali era una delle figure più popolari in paese, ma anche tra i più noti a livello nazionale, con oltre 400 organi di cui poter rivendicare la paternità, negli oltre 60 anni di carriera.

LA STORIA La Fabbrica Artigiana Organi che porta il suo nome è nata dopo la chiusura della Pontificia Fabbrica Organi Domenico Malvestio e Figlio di Padova nel 1957, quando Michelotto, già dipendente esperto, fu incoraggiato dallo stesso ex titolare ad intraprendere l'attività organaria. Verso il 1961, dopo la creazione di un primo laboratorio, iniziò a costruire ed installare dei primi organi disponendo di legnami stagionati e materiali di prima scelta. Un'attività in crescita che gli fece ampliare il laboratorio per soddisfare le richieste da tutta Italia in cui si contraddistingueva per i livelli tecnici d'avanguardia. IL RICORDO «Una volta mi ha raccontato di avere dovuto alzare l'altezza del capannone per farci stare un preziosissimo organo da restaurare lo ricorda il consigliere Davide Mauri. - Ci siamo confrontati spesso nel periodo in cui si stavano determinando le normative europee per utilizzo metalli in campo musicale. Era un artigiano così innamorato del suo lavoro da non abbandonare mai il suo laboratorio. La sua scomparsa rappresenta una perdita incolmabile non solo per la nostra comunità di Albignasego, che si stringe con profondo cordoglio attorno alla sua famiglia, ma per l'intera Nazione. Ci lascia un uomo straordinario e un vero genio dell'arte organaria, un maestro che col suo ingegno non ha semplicemente costruito strumenti, ma ha creato un autentico patrimonio artistico e culturale destinato a risuonare negli oltre 400 organi che portano il suo nome in tutta Italia».Tra questi, quello del monastero di Santa Giustina, i cui monaci hanno confermato:«Ricordiamo questo grande testimone dell'organaria italiana per aver ricostruito negli anni '70 l'organo maggiore della nostra basilica, ma soprattutto per l'amicizia sempre pronta con la comunità monastica e con i vari organisti titolari di essa, che si sono succeduti».L'ultimo grosso lavoro per la sua Albignasego era stato il restauro dell'organo della chiesa di San Lorenzo in Roncon nel 2024: un organo a canne costruito nel 1939 da Antonio Pugina per la chiesa di Ponte San Nicolò, poi venduto a quella del quartiere di cintura: uno strumento dal corpo fonico unico compatto, con circa otto registri sonori e tre meccanici, che aveva avuto problemi di sicurezza causati dai tarli. Francesco Michelotto lascia i figli Graziella, Mirian, Susanna, Caterina e Daniele, che cresciuto sin da piccolo nella bottega organara a fianco del padre, ha dimostrato sin dall'adolescenza la passione per questo mestiere che continua a condurre seguendo le sue orme con pari dedizione. I funerali dell'organaro di Albignasego si terranno martedì 1 settembre nella chiesa di San Tommaso alle 15.30.