Il vignettista Vauro ha detto la sua sul caso di Sigfrido Ranucci, ma non si è schierato con l’ex conduttore di Report. In una intervista, Vauro ha rifiutato di accodarsi alla difesa di Ranucci che finora ha visto schierati molti esponenti del centrosinistra italiano. Secondo il vignettista, la sinistra non deve trasformare il giornalista in una icona.

Caso Ranucci, duro attacco di Vauro

Vauro: “Non entro nel merito giudiziario, ma…”

“Riflettere sui rapporti tra informazione e politica”

Caso Ranucci, duro attacco di VauroIl vignettista Vauro Senesi contesta a Sigfrido Ranucci soprattutto quello che definisce un eccessivo narcisismo, accusandolo di essersi autoproclamato martire e di aver accostato la propria vicenda a quella di Aldo Moro, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.A suo giudizio, il paragone con vittime della mafia rappresenterebbe il punto più alto di quello che considera un vero e proprio “teatrino delle vanità”.ANSAValter Lavitola, mandante dell'attentato contro Sigfrido RanucciVauro: “Non entro nel merito giudiziario, ma…”Parlando dell’attentato subito, Vauro ritiene che Ranucci non lo abbia organizzato personalmente, ma si chiede perché debba essere trasformato in “un’icona della sinistra”. Il vignettista prende inoltre le distanze anche da alcuni comportamenti raccontati dallo stesso giornalista nel suo libro, criticando in particolare il fatto che Ranucci si sia vantato di aver insidiato delle stagiste.“Non sono un moralista ma non mi pare il caso di vantarsi di certe cose. È questione di statura della persona”, ha detto Vauro nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera.“Non entro nel merito della questione giudiziaria ma in quella della compagnia di giro della politica e dell’informazione, che purtroppo molto spesso coincidono: sono l’una la ricaduta dell’altra. Il risultato è questa figura strana, per me poco comprensibile, dell’opinionista”, ha aggiunto il vignettista.