Qualcuno ricorderà una delle più grandi battaglia per il copyright. Erano i tempi di di Napster e LimeWire nei primi anni Duemila, quando etichette e editori si scagliarono contro chi scaricava canzoni gratis da internet. Vent'anni dopo, quella stessa logica torna ad applicarsi a un fronte nuovo: non più la condivisione di file tra utenti, ma l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.
Sony Music Publishing e Warner Chappell, racconta Axios, insieme ad altri editori musicali, hanno fatto causa ad Anthropic, la società che produce il chatbot Claude, accusandola di aver rubato decine di migliaia di canzoni per addestrare i suoi programmi. Nel mirino ci sono anche i due fondatori dell'azienda, Dario Amodei e Benjamin Mann.
La causa è stata depositata venerdì sera al tribunale federale del Distretto Nord della California. Per capire di cosa si tratta bisogna partire da come funzionano questi programmi: un'intelligenza artificiale come Claude "impara" leggendo enormi quantità di testi, un processo che in gergo si chiama training, cioè addestramento. Più materiale legge, più diventa capace di scrivere frasi sensate e rispondere alle domande. Il problema, secondo la causa, è come Anthropic si sia procurata quel materiale.










