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L’Economist, il settimanale britannico di economia e politica che è uno dei media più influenti al mondo, ha scritto un articolo lungo, discusso e sorprendentemente duro contro Daron Acemoglu, premio Nobel per l’Economia nel 2024 e uno degli economisti più famosi al mondo, anche fuori dall’ambiente accademico per via di alcuni suoi libri diventati nel tempo dei best seller.
L’articolo, pubblicato contestualmente alla recensione (una stroncatura) di un suo libro uscito in queste settimane, si intitola “L’economista più influente del mondo è stranamente poco convincente”. Già il titolo fa capire molte cose, ma in breve mette in dubbio l’intera carriera di Acemoglu, e ne è nata una grande discussione, tra chi difende i meriti dell’economista e contesta la parzialità del settimanale, e chi invece sottoscrive la debolezza di alcuni suoi studi. Acemoglu ha risposto con una lettera in cui sostiene che l’articolo è ostile, debole e in malafede.
Per dare un’idea di chi è Acemoglu e per capire la straordinarietà di quanto sta succedendo: ha 58 anni, a 33 anni è diventato professore ordinario al MIT di Boston, una delle più prestigiose università al mondo, ed è l’economista con più pubblicazioni negli ultimi dieci anni nel database IDEAS RePEc, il più grande aggregatore di studi di economia consultabili gratuitamente. Un suo studio del 2001 – quello che gli ha fatto ottenere il Nobel insieme a Simon Johnson e James A. Robinson – è il 48esimo più citato al mondo.






