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Lina Sotis e Michela Proietti

La Macchia, il circolo privato dentro antico casale del XVI secolo a Macchiatonda, all'interno della tenuta di Terre di Sacra. È il nuovo fortino dei radical-chic

Moda, tradizioni inossidabili, bon ton. Tendenze, tic e bizzarrie. Fascino. La milanesità senza tempo, che per questo (spesso) precorre i tempi. Due punti di vista, anche generazionali, sulla nostra adorata città. Lina Sotis e Michela Proietti raccontano tutto questo, e altro ancora, nella nuova rubrica che trovate ogni domenica su milano.corriere.it. Buona lettura.Anche a Ferragosto, quando tutti si sentono terribilmente vacanzieri, dove c'è folla dappertutto, c'è un posto magico dove ci si sente fuori dal mondo. È il regno creato da Carlo e Giulia Puri a Capalbio, anzi ad essere più precisi a Capalbio Scalo in un terreno poi chiamato Sacra. È lì che hanno una casa e tante case che hanno venduto agli amici. Fra gli amici di questo posto magico c'è Andrèe Shammah che dice: «Qui a Ferragosto sono talmente a casa che ho davanti a me la mia Africa e il mio mare, più tanti amici». Beata lei! (Lina Sotis) In questa estate torrida c'è qualcuno che si è dato alla macchia. Anzi, a La Macchia, il circolo privato dentro antico casale del XVI secolo a Macchiatonda, all'interno della tenuta di Terre di Sacra. Il nuovo fortino dei radical-chic si è spostato qui: qualcuno minimizza, dicendo che in realtà è semplicemente il ritrovo di ex diplomatici, nipoti di editori, eredi di palazzinari. Nel borsino di chi sale e chi scende La Macchia impenna: ovviamente, come per ogni club, c'è una tessera da pagare, quelli più duri e puri non fanno vita da club ma ci vanno di tanto in tanto - per qualche incontro culturale - e apparecchiano con tendaggi tipo quelli montati alla spiaggia degli Alberoni nel film Morte a Venezia. (Michela Proietti)