TORINO - C’era un’energia speciale, tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta, che spingeva l’Italia verso nuovi orizzonti. Tanta voglia di mettersi alle spalle i postumi della guerra, voglia di divertirsi e di vivere il nuovo benessere garantito dalla ripresa industriale. Erano gli anni della Dolce Vita, caratterizzati dal boom economico, dalla rinascita culturale e dalla vita mondana. Anni dei piccoli eccessi e dei grandi sogni realizzati. Basterebbe pensare a via Veneto, la strada di Roma con alberghi di lusso e caffè aperti fino all’alba dove si incontravano attori, registi e nottambuli sempre braccati dai paparazzi. Nel 1960 Federico Fellini dedicò a quello spensierato modo di vivere uno dei suoi grandi capolavori, battezzato proprio Dolce Vita, con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg. Nel mondo dell’auto gli anni della spensieratezza coincisero con la motorizzazione di massa: modelli di successo compatti e dal prezzo accessibile come la Fiat 600 e poi la mitica 500.
Oggi Fiat chiede alle sue icone di far vivere una nuova giovinezza, arricchita da inedite moderne tecnologie ma figlie di una tradizione senza pari. Non a caso si chiama Dolcevita la nuova 500 Hybrid Cabrio che diventa manifesto di stile del Made in Italy nelle metropoli di tutto il mondo, soluzione ideale sia per gli amanti della città sia per gli appassionati della vita all’aperto. Gli anni d’oro della Dolce Vita felliniana da Roma contagiarono l’intero Paese, specie luoghi emblematici come la Costera Amalfitana, un teatro naturale utilizzato per l’intera estate come colonna sonora della nuova compatta Cabrio nel videoclip di Fabio Rovazzi con Arisa e Nino D’Angelo. Il marchio Dolcevita resta dunque un richiamo forte all’Italia godereccia degli anni Sessanta e la 500 Hybrid, nella versione scoperta, si offre con un look ideale per riproporre il fascino di quel periodo storico.






