HomeImolaSportDebutto L’Imolese vuole subito l’EccellenzaQuattordici anni dopo, i rossoblù tornano a misurarsi in questa categoria. Alle 17.30 la prima a Cattolica contro San Marino: sognando la DI ragazzi di Antonioli nell’ultima amichevole pre-campionato contro MestreRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciQuattordici anni dopo, un nuovo debutto in Eccellenza per l’Imolese, oggi in campo alle 17.30 al Calbi di Cattolica contro il San Marino. Dopo settimane di attesa per il ripescaggio in D, poi sfumato, e dopo altrettante di preparazione, allestendo sullo sfondo un roster di assoluto livello per la categoria, per Antonioli e i suoi ragazzi si fa sul serio. Prima giornata e primi punti in palio, per un battesimo probante e insidioso a cui seguirà una stagione dove sarà importante essere costanti e sbagliare il meno possibile, viste la fame e la voglia di tornare grandi che accomuna l’Imolese col Rimini e con altre del girone B. Anche per questo, come accennato, era importante presentarsi attrezzati all’appuntamento. Gli ultimi tasselli la dirigenza rossoblù li ha sistemati nelle scorse ore, completando il reparto portieri.
Oltre a Matteo De Gori, classe 2006 ed ex numero uno di Forlì e Coriano, tramite Spal è arrivato a Imola anche Alessandro Giacomel, 28enne padovano cresciuto nel vivaio dell’Empoli, prima di indossare le maglie di Virtus Verona (102 presenze), Caldiero e Pontedera, arrivando a totalizzare oltre 100 partite in Serie C. "Sono stato accolto alla grande : mi sembra di essere entrato in una piccola grande famiglia", dice Giacomel, nel raccontare il suo primo impatto col mondo rossoblù, dopo la stagione a Ferrara rincorrendo la promozione in D, poi evaporata alle fase finali dopo il secondo posto in regular season alle spalle del Mezzolara. "Lo scorso, per me, è stato in assoluto il mio primo campionato in questa categoria – spiega –, dove occorre calarsi con la testa e la mentalità giusta fin da subito, con sacrificio e dedizione. Ed è lo stesso che mi sento di dire ai compagni, perché l’Eccellenza presenta un sacco di insidie, su ogni campo. Il mio identikit? Fuori dal campo sono molto estroverso, nello spogliatoio invece cerco di essere un leader positivo: voglio essere il primo che coinvolge tutti, dai più esperti ai più giovani, facendo gruppo". Giacomel conclude: "In campo, amo giocare molto coi piedi e costruire l’azione dal basso. Non so se è una qualità che potrà essere utilizzata nel nostro sistema, per certo, però, proverò sempre a tenere i miei compagni sul pezzo e attenti".






