"I contenuti degli spettacoli cambiano in base al momento storico e anche alla platea. Ma resta il fatto di continuare a credere che ci sia bisogno di un certo tipo di spettacolo". Così Riccardo Massidda, in arte Ava Hangar, performer e membro di ’Underdogs’, realtà che da anni attraversa la scena queer fiorentina costruendo show, immaginari e spazi di visibilità. Ava Hangar – insieme a Bianca Mùnera Milan, Panthera Virus e The Rusty Bat – sarà protagonista di ’Sovversivə - Drag Day’, l’ultimo appuntamento di Pride River 2026, in programma il 4 settembre all’Ultravox di Firenze.

Chi è Ava Hangar? E che cosa è Underdogs? "È una drag queen, una figura dello spettacolo, una maschera di Riccardo. Io sono una persona che lavora nello spettacolo e con Underdogs abbiamo creato un’azienda per approfondire il lavoro sul drag, cercando anche di dare dignità a questo settore e di produrre spettacoli e intrattenimento che ruotano attorno a questo linguaggio. Non è facile perché in Italia lo spettacolo dal vivo è un settore vacillante, non proprio una sicurezza".

L’arte drag che momento sta vivendo? "Se da un lato il drag oggi è più riconoscibile rispetto a pochi anni fa, dall’altro non si può ancora parlare di piena comprensione o di piena legittimazione, neppure all’interno dei mondi culturali e dello spettacolo. C’è molta gente che continua a relegarlo in spazi ben precisi, senza pensare che possa andare al di fuori di quei contesti. A mio avviso c’è ancora bisogno di spazio e di tempo".