No, ma dai, chi lo avrebbe mai immaginato. Venerdì (28 agosto) il presidente col ciuffo ha annunciato di aver fatto un accordo, indovinate?, con il Venezuela per avere il controllo americano su 65 miliardi di barili di petrolio. «Le riserve strategiche statunitensi raddoppieranno» ha detto l’inquilino pro tempore della Casa Bianca.
In fondo sono passati otto mesi da quando è partita l’operazione Usa Absolute Resolve che portò all’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro, ancora detenuto negli Stati Uniti con l’accusa di essere il referente di un cartello del narcotraffico. Al suo posto, come reggente, le elezioni ancora non ci sono state, è stata messa Delcy Rodríguez, che era stata responsabile dell’economia e del petrolio sotto il governo Maduro. Un’interlocutrice perfetta per gli Usa. A volte la storia fa giri imprevedibili.
Il padre di Delcy, Jorge Antonio, era un leader marxista. Nel 1976 aveva organizzato il rapimento di un uomo di affari americano, William Niehous, sospettato di legami con la Cia e di aver avuto parte anche nel golpe cileno contro Salvador Allende. L’uomo di affari rimase prigioniero tre anni nella giungla, mentre Jorge Antonio, fu subito catturato e morì in carcere per le torture subite dai servizi segreti. Ora la figlia ha fatto un patto con i grandi nemici del padre.











