Gli avvocati di Ranucci rispondono alla decisione Rai di sollevare il giornalista dalla conduzione. Se ne contestano le motivazioni e si chiede di poter visionare i documenti. Ora Rai dovrà rispondere entro pochi giorni per trovare un accordo, altrimenti dovrà occuparsene il giudice del lavoro.
Sigfrido Ranucci non si dà per vinto e dopo la decisione della Rai di sollevarlo dalla conduzione di Report e dal ruolo di capo autore del programma, ha inviato all'azienda una lettera di cinque pagine firmata dagli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi, in cui contesta apertamente la comunicazione ricevuta, chiedendo l'accesso ai documenti che hanno portato alla decisione dell'azienda.
La lettera di Ranucci alla Rai La missiva ripercorre quanto accaduto nelle scorse ore, giungendo al momento in cui è stata comunicata "la decisione della Rai di avviare una riorganizzazione editoriale del programma Report mediante l'avvicendamento della conduzione e della responsabilità autorale della trasmissione con effetto immediato, con la contestuale ‘offerta' al dottor Ranucci di tre ipotesi di nuovo incarico, tra cui scegliere entro 30 giorni". Ipotesi che Ranucci ha già lasciato intendere di non voler prendere in considerazione. Quella di Ranucci tramite i suoi legali è, dunque, una contestazione esplicita alla decisione dell'azienda, di cui "si contesta integralmente la legittimità, con espressa riserva di ogni azione, anche cautelare e d'urgenza, diretta a ottenerne la cessazione degli effetti e il ripristino della situazione antecedente, nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti". In buona sostanza, l'obiettivo di Ranucci resta quello di poter ripristinare la situazione precedente, vale a dire continuare o, a questo punto, tornare ad essere conduttore di Report.










