di
Matteo Persivale
Rimpatriato in Gran Bretagna l'influencer divenuto noto per pensieri omofobi e misogini. Il fermo in Louisiana, dove si era recato per il concerto dell'amico rapper Kanye West
DAL NOSTRO INVIATONEW YORK - Milo Yiannopoulos, influencer britannico trapiantato in America e commentatore del sito Breitbart, diventò famoso con pensieri tipo «il femminismo è un cancro», «le donne diventano femministe perché sono brutte e gli uomini le schifano», «la pillola anticoncezionale e la lavatrice sono le due cose hanno rovinato l’umanità». Ai suoi comizi proiettava fotografie di persone trans facendosi crudelmente beffa del loro aspetto e invitava il pubblico a fare altrettanto. E soprattutto «Milo», come lo chiamavano i fan senza bisogno del cognome, divenne un accanito sostenitore della tolleranza zero sull’immigrazione: «Se non sei in America legalmente, fuori. Subito. Niente giudice, niente avvocato. Via. Sciò».
«La California ha bisogno di posti di blocco dell’Ice agli ingressi dei supermercati — tuonava Milo — e alle stazioni di servizio, nei centri commerciali, agli incroci e presso gli edifici governativi, con espulsione immediata per chiunque non riesca a dimostrare di trovarsi legalmente negli Stati Uniti». Sarebbe utile, alla luce dei recenti casi di cronaca, che gli influencer più potenti, tra un selfie e l’altro, provassero a leggere gli antichi greci (o almeno a richiederne una sintesi dettagliata alla AI). Perché proprio i classici, tremila anni fa, hanno utilizzato come colonna portante della loro letteratura l’idea della rapida ascesa e della rovinosa caduta di coloro che, tramite l’orgoglio che acceca (Hubris), fanno scelte folli (Atë) e arrivano alla rovina immediata (Nemesis). Forse leggerà i classici in carcere Yiannopoulos, perché l’altroieri è stato posto in stato di fermo proprio dall’Ice che invocava (contro gli altri).










