di
Massimiliano Nerozzi
I bianconeri bloccati nel primo tempo, poi entra l'argentino e cambia tutto. Raddoppio di Koopmeiners, debutto per Alajbegovic
C’è una speranza per tutti: tiro a segno, palo, gol (e partitone) di Nico Gonzalez, uno che per tutta l’estate le contrattazioni davano all’Atletico Madrid o ovunque tranne che qui; bis, con rasoterra d’autore, di Koopmeiners che solo due minuti prima, all’ingresso dalla panca, l’arena avrebbe voluto crocifisso in sala mensa. Morale: Juve due, Parma zero, e classifica a punteggio pieno per Madama che è almeno un (bel) conforto per Luciano Spalletti, ritrovatosi una squadra devastata dagli infortuni e appesa allo shopping last minute: senza il suo maggior talento (Yildiz), il migliore della scorsa stagione (McKennie) e il centrocampista più dinamico (Thuram).
Forse per questo ci voleva il piglio e la garra dell’Argentina vice-campione del Mondo, sotto le spoglie di Nico, per svegliare la Juve da un primo tempo di imprecisioni e torpore, come si fosse scolata una damigiana di camomilla. È lui a metterci tecnica e tenacia: fiondata da venticinque metri risputata dal palo, ritenta e sarei più fortunato, come lui è, tiro (deviazione di Troilo), bingo. Poco prima, solo un volo di Corvi gli aveva levato il vantaggio, su rabbioso esterno. Una vittoria che verrà sigillata dalla doppia parata di Vicario, la seconda, con gran riflesso, su zuccata angolata di Romero. Da qui, festa e applausi dell’Allianz Stadium, dopo aver assistito a un primo tempo tribolato.










