Jonathan Peled

Powered by

The Arab neighborhood of El Za’im, on the outskirts of east Jerusalem in the West Bank, near where Israeli government says housing units will be built as part of the E1 settlement project, Thursday, Aug. 21, 2025. (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

L’E1 è una zona di circa 12 km² situata tra il margine orientale di Gerusalemme e l’insediamento israeliano di Ma’ale Adumim. Israele ha progettato da anni la costruzione di un quartiere-area residenziale: l’area è strategicamente necessaria per garantire la continuità e la sicurezza di Ma’ale Adumim e di Gerusalemme. Nel dibattito internazionale, l’area E1 viene spesso descritta come la tessera di un progetto destinato a “frammentare” il territorio palestinese e a compromettere qualsiasi futura soluzione politica. Ma per comprendere la questione occorre partire da un elemento che, dopo il 7 ottobre 2023, non può più essere considerato secondario: la sicurezza.

Per Israele, la geografia è una componente essenziale della sicurezza nazionale. È un Paese stretto tra il Mediterraneo e territori che, in alcuni punti, lasciano una distanza di pochi chilometri tra il confine e il cuore del Paese. Il 7 ottobre ha dimostrato quanto rapidamente una minaccia possa trasformarsi in una realtà concreta e quanto il controllo degli accessi e delle aree strategiche possa diventare determinante. In questo contesto, la profondità strategica territoriale non è un concetto astratto, ma una concreta esigenza di sicurezza. E1 si trova in una posizione geografica di particolare rilievo, tra Gerusalemme e Ma’ale Adumim. Per questo, qualsiasi discussione sul suo futuro dovrebbe considerare non soltanto le implicazioni politiche, ma anche le esigenze di sicurezza israeliane e la realtà geografica dell’area.