Un uomo è indagato con l’accusa di aver scattato a Cagliari foto pornografiche sotto le gonne delle nipotine e di altre minori. Inoltre avrebbe scambiato le immagini via internet con altre persone in cambio di ulteriori file pedopornografici. La Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cagliari ha concesso il solo divieto di avvicinamento alle nipotine.

Cagliari, uomo accusato di scattare foto alle nipoti nelle parti intime

Le indagini e la scoperta dei file pedopornografici

La decisione del divieto di avvicinamento alle nipoti, ma niente carcere

Cagliari, uomo accusato di scattare foto alle nipoti nelle parti intimeIl presunto autore dei fatti, come ricostruito dall’Unione Sarda, è finito sotto indagine dopo una perquisizione da parte degli agenti della Polizia Postale, disposta su ordine della pm Rita Cariello.Durante i controlli è stato trovato in possesso di molti file pedopornografici. Stando alle poche indiscrezioni filtrate sulla vicenda, lo zio delle bimbe sarebbe stato segnalato dall’Interpol attraverso i sistemi di infiltrazione nel web.ANSAImmagine di repertorioSarebbe stato in possesso di immagini a sfondo sessuale, molte delle quali prodotte scattando foto alle nipotine, figlie di suoi fratelli, e a un’altra bambina, figlia di un amico.L’uomo le avrebbe riprese mentre giocavano con altre bambine all’aperto, andando in giro per il capoluogo sardo e fotografando le piccole nelle parti intime.Le indagini e la scoperta dei file pedopornograficiGli investigatori hanno rinvenuto anche immagini di altre bambine, scattate in giro per Cagliari e utilizzate per poi realizzare, con l’aiuto di adulti, una serie di fotomontaggi scabrosi condivisi con altri pedofili in rete.E sarebbe stata questa attività online ad aver fatto scattare la segnalazione, a cui ha fatto seguito il blitz della Polizia Postale e la perquisizione.La decisione del divieto di avvicinamento alle nipoti, ma niente carcereAlla luce di quanto emerso dalle indagini, la sostituta procuratrice Cariello ha chiesto la misura cautelare del carcere. Tuttavia il Gip ha disposto il divieto di avvicinamento alle nipotine.Non sono stati forniti altri dettagli sul caso e non è stato fatto filtrare il nome dell’indagato o altri elementi precisi, al fine di tutelare al massimo l’identità delle vittime.