Il figlio ventenne del presidente degli Stati Uniti vive protetto da una rigida bolla di sicurezza ed evita ogni apparizione pubblica. A ricostruire la sua routine da "recluso" è il New York Post, tra le minacce di Teheran e l'ombra dell'assassinio di Charlie Kirk

Ha vent’anni, ha appena concluso il secondo anno di studi alla New York University e trascorre gran parte dell’estate lontano dai riflettori nella residenza di famiglia a Bedminster, in New Jersey. Ma la quotidianità di Barron Trump, il figlio minore di Donald e Melania, è segnata da una routine drasticamente limitata e iper-protetta. Come rivelato dal New York Post, che ha raccolto le testimonianze di diverse fonti vicine alla famiglia presidenziale, il giovane condurrebbe ormai una vita da vero e proprio “recluso”, una misura precauzionale dettata dall’escalation di violenza politica che ha investito la sua famiglia.

Le minacce di Teheran e i timori dopo l’assassinio di Charlie Kirk

A pesare sulla decisione di non frequentare luoghi pubblici non ci sono soltanto i tre attentati a cui è sopravvissuto il padre negli ultimi due anni, ma anche minacce dirette ed esplicite. Estremisti iraniani hanno diffuso di recente un filmato intitolato «Dove uccidere Barron Trump», affermando di tracciarne costantemente i movimenti e mettendo sulla sua testa una taglia da 10 milioni di dollari. Un quadro di forte tensione a cui si è aggiunto il grave trauma psicologico subito nel settembre 2025 per l’assassinio dell’attivista conservatore Charlie Kirk, figura a cui il giovane era particolarmente legato: «Ecco cosa succede quando ti esponi là fuori», avrebbe commentato Barron rivolgendosi al padre subito dopo l’accaduto.