Una nuova ondata di compromissioni degli account WhatsApp è stata segnalata nelle ultime settimane, con modalità che in alcuni casi sarebbero riconducibili ad attacchi informatici cosiddetti “zero-click”, capaci cioè di sfruttare determinate vulnerabilità senza richiedere alcuna azione da parte della vittima.Il fenomeno riguarda in particolare versioni non aggiornate di iOS e dell’applicazione WhatsApp sui dispositivi Apple. Una volta ottenuto l’accesso all’account, i criminali possono utilizzarlo per contattare amici, parenti e conoscenti della vittima, fingendosi il legittimo proprietario del profilo.

La truffa parte dai messaggi ai contatti

Il rischio non riguarda quindi soltanto chi subisce direttamente la compromissione. Attraverso l’account sottratto, infatti, i truffatori possono inviare messaggi apparentemente autentici e chiedere denaro sostenendo di trovarsi in una situazione di emergenza.Proprio perché il messaggio arriva dal numero di una persona realmente conosciuta, la richiesta può risultare particolarmente credibile. La Polizia di Stato invita quindi a non effettuare pagamenti prima di aver verificato direttamente l’identità di chi li richiede. La conferma dovrebbe avvenire contattando la persona attraverso un altro numero o un dispositivo diverso oppure, quando possibile, parlandole di persona.Fondamentale anche mantenere sempre aggiornati sia il sistema operativo dello smartphone sia WhatsApp, in modo da installare le correzioni di sicurezza distribuite dai produttori.