Due cittadini marocchini sono stati individuati e sottoposti a procedura di espulsione dalla Polizia di Stato a Savona, nell’ambito delle attività di contrasto all’immigrazione irregolare. I due uomini, entrambi risultati privi dei requisiti per la permanenza in Italia, sono stati accompagnati presso i Centri di Permanenza per i Rimpatri in attesa del rimpatrio. L’operazione è stata condotta a seguito di controlli mirati e accertamenti approfonditi, come comunicato dalle forze dell’ordine.
Controlli e accertamenti: la fonte della notizia
Come indicato dal portale ufficiale della Polizia di Stato, l’attività di controllo sul territorio nazionale ha visto impegnati gli agenti nella verifica della posizione dei cittadini stranieri presenti a Savona. Nei giorni scorsi, sono stati individuati due cittadini di nazionalità marocchina risultati irregolari. Al termine degli accertamenti previsti dalla legge, sono state avviate le procedure di espulsione nei loro confronti.Il primo caso: permesso di soggiorno smarrito e precedenti penali
Il primo episodio ha riguardato un cittadino marocchino di 26 anni che si è presentato spontaneamente presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Savona. L’uomo ha dichiarato di aver smarrito il proprio permesso di soggiorno e ha richiesto il rilascio di un nuovo documento. Tuttavia, i controlli immediati effettuati dagli agenti hanno permesso di accertare che il giovane non era titolare di alcun permesso di soggiorno e che era già destinatario di un provvedimento di espulsione emesso da un’altra Questura, oltre che di un ordine del Questore della Provincia di Savona di lasciare il territorio nazionale, ordine a cui non aveva ottemperato.Dagli ulteriori controlli è emerso che il ventiseienne aveva numerosi precedenti penali e di polizia per reati contro la pubblica fede, contro il patrimonio e contro la libertà individuale. Al termine delle procedure, il cittadino marocchino è stato accompagnato presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri (C.P.R.) di Potenza, dove attende il rimpatrio nel Paese di origine.Il secondo intervento: controlli alla stazione ferroviaria






