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Federico Rota

I bresciani Giovanni Fassini e Marco Lombardi giunti alle 12.30 con un volo di Flydubai. Le prime parole: «Noi stiamo benissimo, per la popolazione locale sarà difficilissimo da superare»

Uscendo dalla porta scorrevole degli arrivi, Giovanni Fassini e Marco Lombardi ai cronisti si limitano a dire una manciata di parole. «Stiamo benissimo, guardateci. Siamo sani e salvi. L’importante è quello», rassicura Lombardi, scampato alla devastante alluvione che ha causato centinaia di morti in Nepal. Lombardi, pasticcere 26enne di Brescia, era in vacanza in Nepal insieme all’amico Giovanni Fassini, commercialista 42enne anch’egli bresciano. «C’è gente ancora dispersa. Abbiamo visto gente sotto il fango. Per loro sarà difficilissimo da superare - prosegue Lombardi, prima di incamminarsi verso l’uscita dall’aeroporto di Orio al Serio -. Servirà l’aiuto di tutti».

Alla popolazione nepalese, colpita dal disastro, dedica un pensiero anche Fassini: «Siamo contenti di essere tornati a casa. È stato un lungo viaggio di rientro», dice prima di chiedere «rispetto per le vittime e per tutte le famiglie degli scomparsi. Abbiamo anche noi voglia di rientrare a casa dopo un viaggio così lungo». Il rientro della coppia di amici era previsto proprio per oggi. Prima della partenza, la strada che li doveva condurre alla capitale Kathmandu, che stavano percorrendo a bordo di un autobus, è stata investita in pieno dall’alluvione. «Il fiume è diventato il doppio di quello che era. La strada era sommersa dal fango», racconta Lombardi. Dopo aver fatto ritorno a Pokhara hanno raggiunto la capitale nepalese imbarcandosi su un volo prima per Dubai e poi per Orio, atterrato oggi poco dopo le 12.20. «Il Nepal è un paese straordinario, fatto di grandissima umanità. Un disastro così per loro è una cosa difficilissima da superare», nota Fassini.