| 29 Agosto 2026 13:04 |

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(Adnkronos) – Nella quasi totalità dei casi, per la precisione nel 95,7 per cento, le famiglie dei lavoratori dipendenti pagano tasse e contributi senza nemmeno rendersene conto: vengono infatti trattenuti automaticamente dalla busta paga, oppure sono già inclusi nel prezzo di ciò che acquistano ogni giorno. Tra tasse prelevate ‘alla fonte’ come l’Irpef o i contributi Inps, e imposte ‘nascoste’ come Iva, accise sui carburanti o imposte su Rc auto. Solo nel 5% dei casi, anzi poco meno, il pagamento avviene in modo consapevole, cioè quando versiamo direttamente dei soldi in contanti, online o allo sportello di una banca o delle Poste. Lo rileva l’ufficio studi della Cgia che ha calcolato

quanto pesano complessivamente le tasse quest’anno su una famiglia italiana tipo: una coppia di lavoratori dipendenti con un figlio a carico, due auto e casa di proprietà. Il conto totale? 20.592 euro.

Considerando le imposte trattenute ‘alla fonte’ (ritenute Irpef, contributi previdenziali e addizionali Irpef), il gettito ammonta a 13.030 euro, ovvero il 63,3% del totale. Aggiungendo quelle ‘nascoste’ (Iva sugli acquisti, accise, contributo al Servizio Sanitario Nazionale incluso nell’Rc auto, imposta sull’Rc auto, canone Rai, ecc.), lo Stato incassa altri 6.676 euro, pari al 32,4% del totale. Pertanto, l’ammontare complessivo di quanto versato all’erario raggiunge i 19.706 euro, cioè il 95,7% del prelievo globale. Di conseguenza, la coppia in esame è tenuta a pagare direttamente e in maniera consapevole soltanto 887 euro l’anno (bollo auto e Tari), una cifra che incide in modo pressoché trascurabile sul totale, appena il 4,3%. Con questa elaborazione la Cgia mette in luce una differenza di fondo: il prelievo tramite sostituto d’imposta rende il rapporto tra fisco e lavoratori dipendenti quasi invisibile, mentre gli autonomi sono costretti a versare consapevolmente la gran parte del proprio carico fiscale.