Dopo la pandemia (non ancora conclusa) ecco la guerra in Ucraina. I lettori più attenti si saranno accorti che appena accade una disgrazia nel mondo, qualcuno provvede a diffondere le profezie di una certa Baba Vanga, una chiaroveggente analfabeta bulgara, che ha perso la vista durante un tornado con fulmini a 12 anni e morta nel 1996. Si tramanda che, da quel momento, ebbe solo una visione: la montagna di sfighe che avrebbero colpito il mondo. La Vanga, purtroppo, prima di lasciarci, ha dettato previsioni fino al 5079, scrupolosamente raccolte dai suoi misteriosi discepoli. E’ da una decina d’anni che mi chiedo chi sia davvero e se è realmente esistita. Finalmente, forse, ho capito.

La strategia dei suoi seguaci è semplice. Appena succede qualcosa di brutto, spargono la notizia che lei l’aveva detto. Già all’abbattimento delle Torri Gemelle fecero girare (dopo) la sibillina frase “Orrore! Orrore! La fratellanza americana cadrà dopo essere stata attaccata dagli uccelli d’acciaio!…” Sembra che avesse predetto anche lo tsunami del 2004 (sempre dopo l’accaduto). Se ne parlava già allora come della Nostradamus dei Balcani, con il grande rispetto e la paura che abbiamo noi tutti quando siamo davanti a chi ci fa i tarocchi. Così Vanga – cioè, i suoi colpevoli complici – ha perseverato.