Finito il tempo dei proclami, arriva quello degli atti formali. Il ministero della Salute mette nero su bianco l’accesso al finanziamento di 4 milioni di euro per l’acquisto del secondo acceleratore lineare e la realizzazione del relativo bunker nel reparto di Radioterapia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
Un iter cominciato a fine 2025 e del quale il nostro giornale scrisse ampiamente, con una intervista al primario di Radioterapia, Michele Bono, e fotografando anche l’area destinata ad accogliere la struttura che diverrà sede della nuova apparecchiatura. Nel luglio scorso, dal Ministero, a firma del direttore generale della Programmazione e dell’Edilizia sanitaria, Walter Bergamaschi, e dal direttore del dipartimento della Programmazione in favore del Servizio sanitario nazionale, Marco Spizzichino, è arrivato sul tavolo della direzione dell’Asp, allora retta da Raffaele Elia, l’atto di convenzione e i documenti necessari all’avvio delle procedure.
Il Ministero mette nero su bianco la disposizione delle somme per l’acquisto dell’acceleratore lineare e la costruzione del relativo bunker riservandosi la facoltà «di verificare in ogni momento la correttezza delle procedure eseguite» e chiedendo all’Asp la presentazione, ogni semestre, di «relazioni sullo stato di avanzamento dei lavori, l’aggiornamento del cronoprogramma, le opere realizzate e le voci di spesa sostenute». Con una precisa clausola: il Ministero revocherà le risorse totalmente o parzialmente nel caso di mancato avvio o mancato completamento delle opere, per mancata o parziale rendicontazione o per utilizzo anche parziale delle somme per finalità diverse.







