Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, si sta preparando per la Conferenza per la libertà e la democrazia che organizza ogni anno sull’isola di Ventotene, simbolo del progetto europeo. Sono passati tre mesi da quando ha lasciato il Pd e i socialisti europei, entrando in casa liberale.«Nel “campo Lavrov” (come lei chiama il campo largo, ndr) esistono ambiguità persistenti sui principi fondamentali della tenuta delle democrazie. Dalla difesa di Kiev passa il presente e il futuro dello Stato di diritto in Europa: se accettiamo la modifica dei confini con la forza rinunciamo al diritto internazionale. Non è una questione che possa essere risolta con le primarie. Che possono scegliere un leader ma non cancellare un’incompatibilità così profonda».Come si definisce?«Sono liberale di sinistra. Ho partecipato alla fondazione del Pd, venendo dalla Margherita. Nel primo periodo il Pd era la sintesi compiuta di culture politiche con storie diverse ma con la segreteria Schlein le altre culture politiche sono state ritenute un orpello non importante, persino fastidioso. Piu volte Schlein ha chiarito che la linea è una e la fa la segretaria: un concetto lontano dall’idea di sintesi. La sua grande responsabilità è avere subito l’egemonia culturale del grillismo su ogni questione. Conte detta la linea sulla politica europea e Avs sull’economia, mentre il Pd avrebbe dovuto fare la sintesi di tutto e stabilire delle linee rosse. Elly avrebbe dovuto dire a Conte che il guerrafondaio è chi sostiene le ragioni di chi usa la guerra come strumento di regolazione dei rapporti, non l’aggredito: se l’avesse detto un anno e mezzo fa non staremmo oggi nello stato confusionale in cui annegherà il “campo Lavrov”. Che, a egemonia Conte, usa le stesse parole di Trump su Putin. Non condivido questo discorso ma nemmeno il sovranismo populista di Meloni che sta facendo danni inenarrabili all’Europa e all’Italia».E su Israele ha un giudizio netto?«Il diritto internazionale non si piega mai. A Gaza, e ora in Cisgiordania, ci sono violazioni inaccettabili. Quello che succede rispetto al piano E1 è un processo di annessione condotto in palese e criminale violazione del diritto internazionale. Il 21 agosto Belgio, Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi hanno chiesto la revoca immediata dei piani di espansione: sono parole chiare, ma manca il passo successivo delle sanzioni per cui serve l’unanimità e la Germania si oppone. Sono favorevole all’applicazione dell’accordo Israele-Ue perché richiede il rispetto dei diritti umani e quindi avrebbe dovuto essere sospeso da tempo. Però contesto la sovrapposizione tra la democrazia israeliana e il regime russo perché in Israele ancora si scende in piazza contro il governo criminale di Netanyahu mentre in Russia gli oppositori politici sono sottoterra».Come valuta l’atteggiamento italiano sul fronte immigrazione?«Vedo una contraddizione tra la richiesta di una risposta europea e la sospensione di Schengen, una sciocchezza assoluta perché il fenomeno migratorio è utilizzato come terreno di guerra ibrida per destabilizzare la coesione interna della Ue, come già accaduto nel 2021. Meloni, inseguendo Vannacci, c’è cascata in pieno, aggiungendo un elemento di divisione tra gli Stati Ue. Si tratta di miopia politica: alla minaccia ibrida si risponde solo con una coesione granitica dell’Unione. Abbiamo bisogno di visione: il mondo è più complicato di quanto non fosse qualche anno fa».
I Dem succubi di Conte - L'intervista a Pina Picierno
Dalla difesa di Kiev passa il presente e il futuro dello Stato di diritto, dice l’europarlamentare. E nella coalizione ambiguità persistenti sui fondamentali de






