NEW DELHI - L’editore indiano dell’imminente memoir di Sonia Gandhi ha annunciato di aver rinunciato a pubblicare quello che, sul vasto e vivace mercato editoriale del Subcontinente, si annunciava come uno dei volumi più attesi dell’anno. La decisione di Penguin Random House India è stata confermata venerdì in un comunicato che non spiega, se non in maniera generica, le ragioni della scelta.
Secondo quanto riportano numerosi organi di stampa indiani, il passo indietro dell’editore avrebbe a che fare con alcuni passaggi del volume in cui la Gandhi - che è uno dei volti più noti del principale partito di opposizione - parla del primo ministro Narendra Modi; del Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss), l’organizzazione della destra induista da cui proviene Modi; e degli scontri tra India e Cina avvenuti nel 2020-21 sul confine conteso tra i due Paesi.
«Le insinuazioni» che la mancata pubblicazione sarebbe da attribuire «al rifiuto dell’autore di apportare dei cambiamenti di tipo editoriale non riflettono in maniera accurata le circostanze», si legge in un comunicato di Penguin Random House India. «Come editori è nostra responsabilità svolgere un’opera di fact-checking e consigliare gli autori nell’interesse dei loro libri».










