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Candida Morvillo

Il rito civile in un luogo ancora top secret. La coppia è insieme dal 2022

Ilary Blasi si risposa: convola a nozze il 13 settembre a Ravello con Bastian Müller, 39 anni, imprenditore tedesco. Inviti recapitati, pubblicazioni affisse, anche se lei non conferma né smentisce. E l’indiscrezione, prima ancora di essere lieta, suona quasi destabilizzante per chi quattro anni fa aveva preso il suo divorzio come un affare di Stato: Francesco Totti e Ilary Blasi erano la nostra royal couple, in mancanza di una royal family. Lui il Re di Roma; lei bellissima, famosa, mai intimidita dal marito e dalla sua leggenda. Insieme, sembravano ricchissimi e normali, inarrivabili e familiari. Erano una di quelle coppie che nella memoria collettiva restano indissolubili ed era stato come dover realizzare che Albano e Romina o Sandra e Raimondo non fossero più una cosa sola.

Tanto fu mediatico e faraonico il loro matrimonio, tanto dovrebbe essere riservato questo: pochi ospiti, festa a Villa Cimbrone e rito civile in un luogo top secret. Luna di miele ridotta all’osso: il 17 settembre lei torna su Canale 5 alla conduzione del Grande Fratello Vip. Il 19 giugno 2005, invece, Totti aveva 28 anni, Ilary 24, aspettava Cristian — il primo dei loro tre figli — e saliva all’altare dell’Ara Coeli col pancione: era la prima volta in Italia che un matrimonio veniva trasmesso in diretta tv. Fuori c’era la folla, dentro, c’era già una specie di format. Era l’epoca d’oro dei calciatori e delle veline e loro ne incarnavano il sogno più solido, due ragazzi di periferia che avevano conquistato tutto: lui da Porta Metronia al regno di Roma, lei dal quartiere Portuense a Letterina e poi conduttrice. Ricchi, belli e soprattutto simpatici, tanto da trasformare il matrimonio in una sit-com nazionale, con tanto di libro di barzellette in cui lui si prendeva in giro da solo facendo il tontolone mentre lei lo rimetteva in riga. E poi quel «6 unica» mostrato sotto la maglia dopo un gol nel derby... Totti e Ilary avevano insomma anticipato l’epoca in cui i sentimenti non basta provarli: bisogna anche postarli e possibilmente monetizzarli.