La morsa di Lucifero non lascia tregua, e ieri ci ha portati fino a 46 gradi. La colonnina del termometro si è fermata a quota 45,8, registrando a Jerzu, nel cuore dell’Ogliastra, il valore più alto, a Cagliari invece raggiunti i 40. La Sardegna è nel forno di questa quinta ondata, e il muro di aria calda e sabbia dal Sahara non sembra lasciare respiro. Eppure, a voler guardare il bicchiere mezzo pieno, a partire da ieri sera, con l’insediamento dei primi lievi venti di maestrale, le temperature si sono avviate verso una lenta discesa. E mentre le app che tutti abbiamo sul cellulare denunciano valori apocalittici, con punte anche di 12 gradi sopra la media, il termometro degli esperti resta più cauto, ma altrettanto allarmante: in questi giorni viaggiamo 8 gradi sopra la media stagionale del trentennio.
Il record
A dirlo è il tenente colonnello del Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare, Carlo Spanu. «Alla fine dell’estate probabilmente parleremo dell’estate più calda di sempre», spiega. «Questa ondata si attesta tra i sette e gli otto gradi sopra la media stagionale», dice Spanu. Ma è necessario chiarire immediatamente una cosa: «Non parliamo dell’intera estate, ma solo dei giorni di picco. Per la stagione, ad oggi, possiamo ipotizzare una variazione di due gradi, ma è ancora presto per dirlo». Sembrano pochi. Eppure, chiarisce l’esperto, «sarebbero già un cambiamento enorme per il nostro ecosistema. Sette, invece, una tragedia».






