HomeViareggioCronacaNel West di Puccini, l’ultima prima. Poi Domingo tra zarzuela e classiciStasera in scena a Torre del Lago “La fanciulla del West“. Domani il Gran Gala con il tenore spagnoloStasera “La fanciulla del West“ nel nuovo allestimento firmato da Angelo BertiniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’ultima ‘prima’ in cartellone e l’attesissimo recital di Placido Domingo illuminano il penultimo weekend del 72° Festival Puccini. Stasera alle 21.15, al Gran Teatro all’aperto di Torre del Lago, va in scena “La fanciulla del West“, nel nuovo allestimento firmato da Angelo Bertini, che vede il ritorno di Anna Pirozzi, prima acclamatissima interprete della Turandot del centenario, nel ruolo della protagonista Minnie, affiancata da Roberto Aronica come Dick Johnson e Claudio Sgura nei panni dello sceriffo Jack Rance. L’opera debuttò nel 1910 al Metropolitan di New York, con Toscanini sul podio e Caruso sul palco.
Alla testa dell’Orchestra del Festival, in sostituzione dell’annunciato Daniel Oren, torna Valerio Galli, direttore viareggino dalla brillantissima carriera, legato a Puccini – e a questo titolo in particolare – da un rapporto intimo e personale. "Mio nonno – racconta – aveva conosciuto Puccini da bambino e per questo aveva sviluppato nel tempo un’autentica passione per l’opera, che mi ha trasmesso determinando le mie scelte di vita. Mi raccontava che nel ’23, con gli amici, si nascose sotto le poltrone del Politeama di Viareggio per spiare Puccini mentre provava la Fanciulla. Non conosceva la musica, ma si ricordava bene i pugni dei minatori sul tavolo da poker nel primo atto e quanto Puccini insistesse nel volerli decisi e sonori, e anche la sua caparbietà su certe pose che i cantanti dovevano assumere. Questi sono stati i germi vivi del percorso di studio che ha determinato il mio mestiere e le mie scelte artistiche". E continua: "Anche se la Fanciulla non è così popolare come altri titoli pucciniani, è molto amata dai versiliesi. È un’opera modernissima, che si apre ai linguaggi delle avanguardie europee e ai ritmi americani. Un western prima della nascita del cinema western. Un film puro quando il cinema era ancora agli albori. L’orchestra è una gigantesca tavolozza sfolgorante. Sono molto felice di affrontare di nuovo questo capolavoro. Fino a sabato ero in Austria a dirigere Tosca, mi hanno chiamato e sono corso qua e ho preso in mano questa produzione. A ruota mi aspettano Cagliari, Stoccarda, Dublino e tutto il resto…"







