HomeEditorialeIncubo licenziamentoLa nascita del loro primo figlio, attesa per settembre, avrebbe dovuto riempire da sola i pensieri di Lucia Mascotelli e Carlo Falcone. Invece, proprio nel momento più bello della loro vita, sul futuro della coppia si è abbattuta la vertenza ElectroluxRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa nascita del loro primo figlio, attesa per settembre, avrebbe dovuto riempire da sola i pensieri di Lucia Mascotelli e Carlo Falcone. Invece, proprio nel momento più bello della loro vita, sul futuro della coppia si è abbattuta la vertenza Electrolux: 1.700 esuberi annunciati in Italia, circa 400 dei quali nello stabilimento di Forlì dove entrambi lavorano e dove si sono innamorati. Da alcuni mesi la coppia si è trasferita a Imola, città d’origine di Carlo, ma ogni mattina continuano a raggiungere insieme la fabbrica di viale Bologna. Due lavori stabili sui quali avevano costruito la serenità necessaria per accogliere il loro bimbo.

“C’è una forte discrepanza tra la stabilità che il lavoro dovrebbe darti, soprattutto in un momento della vita come questo, e una notizia che invece ti getta completamente nell’incertezza del futuro – racconta Lucia, 34 anni, ingegnera di laboratorio che si occupa di valutare l’affidabilità dei forni e responsabile sindacale Fiom-Cgil per gli impiegati –. Abbiamo appena iniziato a costruire qualcosa e improvvisamente ti ritrovi senza sapere cosa potrà succedere”. Lucia è entrata in azienda nel 2020 con un tirocinio, prima dell’assunzione a tempo indeterminato nel 2021. Carlo, 38 anni, responsabile della linea accessori, a novembre raggiungerà invece i dieci anni trascorsi in Electrolux. “Avevamo intuito – prosegue Mascotelli – che ci sarebbero stati tagli anche in Europa, ma non ci aspettavamo assolutamente che il peso ricadesse in modo così forte sull’Italia. Per tutti è stata una doccia fredda, anche perché Forlì è sempre stata considerata un fiore all’occhiello del settore. Sono stati prorogati anche i contratti a termine, si continua ad assumere personale e invece ci troviamo a parlare di esuberi e ‘riorganizzazioni’”.