Una brutale aggressione a coltellate ha scosso in una mattina di fine agosto Isla Cristina, una delle località turistiche più battute nella provincia di Huelva, sul versante atlantico dell'Andalusia, al sud della Spagna. Il corpo insanguinato di una donna era sulla spiaggia di Punta del Caiman, un paradiso di sabbia fine e acqua cristallina, in una zona naturale protetta.

La segnalazione è arrivata al 112 poco dopo le 9, ma quando sul posto sono arrivati i soccorsi e la polizia locale, per lei non c'era già più nulla da fare. La vittima, identificata come una cittadina tedesca di 47 anni, di cui non sono state diffuse le generalità, non è sopravvissuta alle coltellate. A poca distanza, gli agenti della Guardia Civil hanno fermato il suo compagno, un italiano di 60 anni, sulla cui identità gli investigatori mantengono il riserbo.

Secondo quanto riferito all'ANSA da fonti investigative, il sessantenne si sarebbe consegnato senza opporre resistenza. E' accusato di essere il presunto autore dell'omicidio, la cui dinamica è ancora tutta da ricostruire. La sua identità, per ora, resta coperta dal segreto istruttorio. La coppia era in viaggio in camper, ma non è ancora chiaro se fossero turisti in vacanza oppure si fossero trasferiti in Spagna e vivessero nell'autocaravan. Né da quanto tempo si trovassero in Andalusia. Ed è proprio sulla roulotte che si sono concentrati gli accertamenti iniziali: dopo la perquisizione disposta dall'autorità giudiziaria, gli investigatori della Guardia Civil avrebbero ritrovato le patenti dei due, che non risulterebbero sposati. Erano compagni, entrambi residenti in Germania, anche se in domicili diversi. Gli investigatori stanno inoltre cercando di capire se la vittima avesse denunciato precedenti episodi di violenza di genere in Spagna - dove tuttavia non risultava registrata nel sistema Viogen - o anche in Germania.