HomeFirenzeCronacaCento anni di La Pira a FirenzeUn anniversario che fa pensare alle sfide del presenteAugusto D'AngeloRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 28 agosto 2026 – Certo, potrebbe sembrare un anniversario studiato a tavolino. Eppure l'arrivo di una persona in una città, il suo stabilirsi in essa, può darle un volto nuovo, come è accaduto con Giorgio La Pira che cento anni fa arrivò a Firenze. Bene ha fatto il Florence Dance Festival a dedicare la sua ultima edizione a La Pira, per celebrare questo anniversario come una "proiezione di luce" - così è stato scelto di definirla - sulle trame oscure del nostro presente, pericolosamente innestate ancheda da quelle agenzie pubblicitarie che sono le grandi proprietà dei canali sociali. Da La Pira "un'indicazione clamorosamente controcorrente rispetto al clima internazionale odierno", ha osservato lo storico Augusto D'Angelo, curatore del recente volume 'L'Italia nell'incertezza' (ed. Studium); indicazione che ha due pilastri nel negoziato e nel disarmo, che sono diventati un po' le cenerentole del nostro presente. Augusto D’Angelo insegna Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Politiche di «Sapienza» Università di Roma, è esponente della Comunità di Sant’Egidio ed è tra i componenti della Commissione per l’Edizione Nazionale delle opere di Giorgio La Pira. Il rapporto personale, la corrispondenza, il viaggio sono diversi dai pur utili canali digitali, dalla rappresentanza on line. Mancano volti con cui parlare, né può essere uno smartphone la sede di un partito.